Emma Bonino era una di noi. Addio a una vera amica dei diritti umani

di Roberto Malini – EveryOne Group

Emma Bonino è morta e per noi che abbiamo condiviso con lei battaglie civili, appelli, preoccupazioni e speranze, non scompare soltanto una delle figure più importanti della storia dei diritti in Italia e in Europa. Se ne va un’amica. Nel 2012, in una mail, Emma ci scrisse: «I Radicali e io saremo sempre accanto a EveryOne Group e ai suoi attivisti, di cui condividiamo gli ideali e il grande coraggio». Oggi quelle parole commuovono profondamente. Perché Emma non apparteneva alla politica che osserva le ingiustizie da lontano, indifferente. Era, prima di tutto, un’attivista, una persona disposta a mettersi in gioco quando davanti a sé incontrava un abuso, una violenza, una minoranza perseguitata, un essere umano privato della propria dignità. In anni difficili ci siamo ritrovati dalla stessa parte in molte battaglie. Nel 2011, durante la Primavera araba, chiedemmo chiarezza e attenzione per la sorte dei profughi e delle minoranze. Nello stesso periodo condividemmo la preoccupazione per i rischi del nucleare e la necessità di scegliere modelli energetici capaci di proteggere ambiente e salute. Emma e i parlamentari radicali portarono nelle istituzioni anche la persecuzione delle persone omosessuali in Uganda, chiedendo al governo italiano di non rimanere indifferente.

Ci furono poi le denunce sulle condizioni nei CIE, la difesa dei migranti e dei rifugiati, le iniziative per i profughi iraniani di Camp Liberty in Iraq. Erano temi diversi, lontani geograficamente gli uni dagli altri, ma uniti dallo stesso principio, ovvero che nessuna ragione politica, economica o di Stato può cancellare i diritti fondamentali di una persona o di un gruppo sociale. Per questo sostenemmo con convinzione anche la candidatura di Emma alla Presidenza della Repubblica. Non per appartenenza politica, ma perché vedevamo in lei qualcosa che raramente le istituzioni riescono a esprimere: il coraggio di stare accanto agli ultimi anche quando farlo è scomodo, impopolare o apparentemente destinato alla sconfitta. Emma fu parlamentare, ministra, commissaria europea e protagonista della politica internazionale; ma la dimensione istituzionale non cancellò mai quella dell’attivista. La sua vita pubblica è stata attraversata dalle battaglie per l’autodeterminazione delle donne, contro la fame, contro le persecuzioni e i genocidi, per lo Stato di diritto e la giustizia internazionale. Desideriamo ricordarla soprattutto così, come una di noi. Una persona che, davanti a qualcuno in pericolo, sentiva che voltarsi dall’altra parte non era giusto né possibile. Continueremo a custodire la sua amicizia, le sue parole e il suo esempio. E continueremo, anche in suo nome, quelle battaglie che tante volte ci hanno fatto incontrare. Addio Emma, formidabile amica dei diritti umani. Noi che conosciamo la bellezza del tuo spirito, non ti dimenticheremo mai.

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