di Roberto Malini
Da oltre vent’anni EveryOne Group assiste profughi LGBTQI+ provenienti da paesi in cui l’omosessualità, la bisessualità e le identità di genere non conformi sono perseguitate dalla legge, dalla società o dalle famiglie. In questi anni, grazie all’azione dei difensori dei diritti umani del gruppo, centinaia di persone hanno potuto trovare protezione in paesi sicuri, prima soprattutto nell’Unione Europea e poi, di fronte a una crescente deriva omofoba anche nel Vecchio Continente, in Canada, Argentina e in altre nazioni più accoglienti.
L’Italia, pur essendo spesso terra di approdo e di speranza, resta un paese difficile per molti rifugiati LGBTQI+. Lo dimostrano episodi di intolleranza, isolamento e violenza che colpiscono persone già segnate da persecuzioni, viaggi traumatici e sradicamento. Il caso recente di Evans Ogbajie, calciatore bisessuale fuggito dalla Nigeria, è dolorosamente emblematico. Dopo aver ricostruito in Italia la propria vita attraverso il lavoro e il calcio, Ogbajie ha trovato la propria auto vandalizzata con graffi, scritte omofobe e insulti. Da tempo, secondo quanto riportato dalla stampa, riceveva anche telefonate anonime offensive.
Questo episodio non riguarda solo un atto vandalico. È il segnale di una fragilità più profonda, che rivela come, per un rifugiato LGBTQI+, anche l’integrazione sociale, il lavoro, lo sport e una vita apparentemente normale non bastano sempre a garantire sicurezza e dignità. Chi è fuggito da paesi omofobi rischia di ritrovare, anche qui, forme diverse di odio e intimidazione.
EveryOne Group esprime solidarietà a Evans Ogbajie e a tutte le persone LGBTQI+ rifugiate che continuano a vivere sotto pressione, anche dopo aver raggiunto l’Europa. Le istituzioni, le società sportive, le comunità locali e la società civile devono reagire con fermezza, poiché nessuna persona dovrebbe essere costretta a temere per la propria identità né nel paese da cui fugge né in quello in cui cerca protezione.
Un ritratto di Evans Ogbajie e, nell’opera di pittura digitale di Dario Picciau, il difensore dei diritti umani ugandese Patrick Leuben Mukajanga (1976 – 2020), attivista di EveryOne Group cui si deve la salvezza di numerosi profughi LGBTQI+ da diverse nazioni africane


