Il Premio Nobel per la Pace 2026 a Navanethem “Navi” Pillay riconosce una vita dedicata alla giustizia e alla difesa della dignità umana. Il Comitato norvegese ha premiato il suo impegno per la pace e il diritto internazionale, ricordando quanto la protezione delle vittime e la responsabilità degli autori dei crimini siano necessarie alla costruzione di un mondo pacifico. Nata a Durban nel 1941, in una famiglia di origine tamil, Pillay cominciò la sua attività di avvocata nel Sudafrica dell’apartheid, difendendo gli oppositori del regime e denunciando la tortura. Nel 1995 divenne giudice del Tribunale penale internazionale per il Ruanda, che presiedette dal 1999 al 2003, contribuendo alla storica giurisprudenza che riconobbe come lo stupro e la violenza sessuale possano costituire atti di genocidio. Fu poi giudice della Corte penale internazionale, dal 2003 al 2008, e Alta Commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani dal 2008 al 2014. Più recentemente ha presieduto la Commissione d’inchiesta ONU sui Territori palestinesi occupati e Israele, che nel 2025 ha concluso che Israele aveva commesso un genocidio a Gaza. Per noi di EveryOne Group questa notizia ha anche il calore di un ricordo personale. Conserviamo una profonda gratitudine verso Navi Pillay, che ci aiutò quando il nostro lavoro umanitario ci espose a persecuzioni e sostenne il nostro impegno nella difesa dei diritti di tanti profughi. Nel febbraio 2010 il nostro allora co-presidente Matteo Pegoraro la incontrò a Dublino, durante la quinta Dublin Platform for Human Rights Defenders, organizzata da Front Line Defenders dal 10 al 12 febbraio. Nell’occasione Pillay denunciò la criminalizzazione dell’attività dei difensori dei diritti umani e richiamò il dovere delle istituzioni di proteggerli. Erano parole che riguardavano da vicino anche la nostra esperienza. Festeggiamo con lei questo riconoscimento, ricordando la disponibilità e l’umanità con cui seppe ascoltarci. Nella sua lunga carriera, la competenza giuridica è diventata una forma concreta di vicinanza alle persone vulnerabili. È anche attraverso questa capacità di ascolto, protezione e giustizia che la pace prende forma.

