“Genova medievale”, un premio poetico agli studenti che hanno scattato le foto più suggestive

Nel cuore labirintico della Superba, tra i vicoli ombrosi e le facciate ornate di palazzi nobiliari, la città medievale si svela agli occhi di chi sa guardare oltre la pietra secolare. È proprio nell’affascinante centro storico di Genova che gli studenti delle classi 1 AES e 1 FSU del Liceo “G. Gobetti” hanno calato l’obiettivo delle loro macchine fotografiche, partecipando a un’uscita didattica che ha trasformato la parte monumentale della città in un vero e proprio set sospeso fra Storia e creatività.

Armati di entusiasmo e curiosità, i ragazzi hanno esplorato i “caruggi” genovesi, immortalando scorci di archi gotici, volte a crociera, chiese romaniche e gli incastri di mattoni in cotto che hanno sfidato i secoli. Ogni fotografia è diventata un racconto visivo, capace di cogliere la luce dorata che filtra tra i vicoli e il contrasto tra il mondo giovane e l’antichità.

A trionfare, secondo il giudizio degli insegnanti, è stata la raccolta della classe 1 AES, premiata per la capacità di fondere composizione e narrazione storica. Ma la sfida è stata talmente equilibrata che anche la 1 FSU ha ricevuto un riconoscimento speciale. Come premio, ogni studente vincitore ha ottenuto una copia autografa e bilingue (italiano–spagnolo) del libro Bianca come la sera di Steed Gamero, un’opera sospesa fra teatro e poesia che parla di migrazione e cambiamento, di famiglia e identità. Il libro è impreziosito dalle illustrazioni dell’artista venezuelano Douglas Quintero. «Stento a frenare le immagini che si accalcano alle porte della memoria,» scrive Maria Eugenia Esparragoza, studiosa di migrazioni, nell’introduzione. «Mi pervengono le scelte delle donne sui cui percorsi ho cercato di riflettere, vedendole arrivare in gran numero nella città che mi accolse. Spinte da motivi analoghi a quelli di Blanca, ricostruivano le loro vite su un territorio di cui, per anni, mi sono sentita ferma sulle soglie».

Accanto a ciascuna immagine premiata, è stata inoltre pubblicata una piccola coppa-ricordo: un trofeo che richiama la perizia della corporazione artigiana degli orafi del Medioevo, simbolo tangibile di un’eredità culturale che non vive solo nei libri, ma nel gesto creativo di ogni giovane fotografo.

Per i docenti, l’iniziativa rappresenta un modello di didattica immersiva: un’occasione per stimolare competenze trasversali – dalla storia dell’arte alla geografia urbana, dalla scrittura creativa all’educazione al patrimonio – attraverso il linguaggio contemporaneo dell’immagine. I ragazzi, guidati in un’esperienza formativa e appassionante, hanno imparato a osservare con sguardo critico, a selezionare dettagli significativi e a raccontare il passato con strumenti digitali.

Le quattro foto vincitrici associate a quattro trofei “medievali”

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