“Il fiore della speranza”: scuola, arte e ambiente dai banchi di scuola al palcoscenico del Festival di Bioetica a Rapallo

di Redazione

Un progetto del Liceo Gobetti di Genova – al centro di un articolo appena uscito su Agire Sociale – al Festival Nazionale di Bioetica, intrecciando arte, educazione e impegno ambientale

Genova, 12 giugno 2025

Nelle aule del Liceo delle Scienze Umane “Piero Gobetti” di Genova, la pedagogia si è fatta ideale, voce e immagine. Guidati dalla docente e scrittrice Daniela Malini, gli studenti della classe 2DSU hanno dato vita a un laboratorio straordinario: “Il fiore della speranza”, un percorso che unisce arte, coscienza ecologica e responsabilità civile.

L’ispirazione è nata dalla potente serie pittorica La flor de la esperanza di Fabio Patronelli, artista ambientalista che ha dedicato le sue opere all’ecocidio dell’Amazzonia provocato dalla multinazionale Chevron-Texaco. Ogni studente ha adottato un quadro, traducendolo in un monologo teatrale: a parlare, nei loro testi, sono fiori, alberi, spiriti e animali della foresta, interpreti di una natura violata che chiede giustizia. Ne è scaturita un’opera corale di straordinaria intensità poetica ed emotiva.

La mostra, composta da testi, immagini e performance, si è trasformata in uno spazio educativo dinamico, dove l’arte è diventata non solo estetica, ma strumento pedagogico di trasformazione sociale. Il progetto, già esposto in ambito scolastico presso lo stesso Liceo Gobetti e pubblicato dalla rivista Agire Sociale News, è stato ora selezionato per partecipare al Festival Nazionale di Bioetica 2025, che si terrà il 30 agosto presso Villa Queirolo a Rapallo.

Il Festival, fondato dalla docente di Filosofia morale e Bioetica Luisella Battaglia, accoglie con entusiasmo questa proposta. La stessa professoressa Battaglia, figura di spicco nel campo della bioetica, ha scritto: “Magnifico programma! Il tema è di estremo interesse e si colloca perfettamente nell’ambito del festival. Grazie per il vostro impegno”.

Durante l’evento, i testi degli studenti si esprimeranno attraverso un reading teatrale accompagnato dalla proiezione delle opere di Patronelli. Inoltre, il lavoro collettivo sarà consegnato simbolicamente all’avvocato Pablo Fajardo, storico difensore dei diritti delle popolazioni indigene dell’Ecuador e protagonista della battaglia giudiziaria contro i crimini ambientali in Amazzonia. A Pablo Fajardo è stato inoltre assegnato il Premio “La bellezza rimane” alla carriera e all’impegno civile.

Il progetto, infatti, è l’evento clou del Premio Internazionale di Poesia “La bellezza rimane”, promosso dal Lavinia Dickinson Project, di cui gli studenti del Gobetti sono finalisti. Il titolo dell’evento al Festival sarà lo stesso della serie di opere d’arte di Fabio Patronelli e del progetto educativo: “Il fiore della speranza”, con il sottotitolo “Siamo fratelli d’atomi: la scena come spazio di incontro tra specie e speranze”.

A fare da sfondo al progetto, anche l’eco del Cantico delle Creature di San Francesco, che i giovani reinterpretano con linguaggio contemporaneo. Sorella acqua, madre terra, fratello sole: elementi che tornano a essere compagni e testimoni, in una nuova alleanza tra uomo e natura.

“È il simbolo di una scuola viva,” affermano Daniela e Roberto Malini, promotori del progetto, “una scuola capace di educare alla speranza attiva, alla poesia come resistenza, alla bellezza come diritto”.

Qui di seguito l’articolo “Dove germoglia il fiore della speranza” su Agire Sociale di maggio-giugno 2025

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *