Nel cuore del ponente genovese, fra le onde dell’inquinamento industriale e i venti della dignità, ha vissuto e lottato Leila Maiocco. Donna coraggiosa, instancabile animatrice del Centro Civico di Cornigliano, femminista, difensora della salute pubblica, protagonista di decenni di battaglie per l’ambiente e i diritti. Il suo nome, da oggi, è legato per sempre a quel luogo che lei aveva trasformato in casa delle idee, dei cittadini, della speranza.
Le istituzioni, dopo troppi silenzi, hanno finalmente riconosciuto l’eredità morale e civile di Leila. Il Centro Civico di Cornigliano, abbandonato per anni, porta ora il suo nome. È un atto dovuto, ma anche un segno che la memoria non si spegne.
A lei sono state dedicate anche due poesie. La prima, di Daniela Malini, raccoglie le parole delle madri, degli operai, dei sindacalisti, di tutte quelle voci che Leila ha saputo ascoltare e trasformare in lotta collettiva, scegliendo sempre la salute e la vita. La seconda, di Roberto Malini, è un omaggio lirico, fortemente simbolico e civile alla forza interiore di Leila, che non si è mai arresa ai fumi delle aziende tossiche e pericolose, chiedendo giustizia e prestando la sua voce alle vittime del particolato patogeno.
Due corone fatte di parole, omaggi a una donna formidabile, il cui esempio echeggia ancora in ogni luogo di Cornigliano, ispirando la società civile a non accettare il giogo della siderurgia, ma a dire di no ancora una volta. Perché Leila non è solo un ricordo: è in ogni anelito alla vita e alla salute, in ogni atto di difesa, in ogni respiro che rifiuta impavido il “martirio industriale”.
Hai scelto l’aria (in memoria di Leila Maiocco)
di Daniela Malini
L’inquinamento lo sentivi
sulla pelle.
Pane e veleno
per i nostri figli.
Hai compreso
le parole spezzate
di chi era disposto
a rinunciare al pane
per non morire.
Le hai ascoltate
le voci rauche
che il fumo nero della fabbrica
non ha potuto spegnere.
Stendevano con il vento giusto
il grembiule bianco
della scuola.
Hai osservato
il colore scuro
delle lenzuola
sui balconi delle case.
Vicino a te
Franco diceva:
Non vogliamo la morte
in cambio del pane.
Non possiamo barattare
la salute dei bambini
con la busta paga.
Vogliamo vivere, lavorare
e respirare. Tutto insieme.
Hai lottato unendo le forze
delle madri, dei padri operai
dei sindacati.
Hai scelto l’aria
quando sembrava impossibile
che si respirasse ancora.
***
Fiore bianco (in memoria di Leila Maiocco)
di Roberto Malini
Cuore d’ombra e di mare
dove memoria macera
in vasche di fanghi ossidati.
La calce sa di lutto.
I gabbiani garriscono
sul silenzio di morse e di turbine.
Leila, tu, suono d’acqua
sei il battito che resta
quando il rumore tace.
Onda che non dimentica
forno che non si accende
fiore bianco, parola gridata
che si oppone al martirio industriale.

