La strage che ha insanguinato la celebrazione di Hanukkah a Bondi Beach, a Sydney, ha spezzato almeno quindici vite innocenti e ferito decine di persone riunite per una festa di luce, musica e famiglia. Un atto di terrorismo antisemita che ha colpito indiscriminatamente uomini, donne e bambini, trasformando un momento di gioia in una mattanza.
Tra le vittime c’è Alex Kleitman (nella foto), sopravvissuto ad Auschwitz, testimone instancabile della Shoah ed educatore alla memoria. Dopo essere scampato allo sterminio nazista, aveva dedicato la sua esistenza a raccontare l’orrore perché non si ripetesse. È stato ucciso mentre proteggeva con il proprio corpo la moglie Larisa, compagna di una vita lunga cinquant’anni. Un gesto estremo di amore e responsabilità, che rende la sua morte ancora più dolorosa e simbolica.
Accanto al lutto, emerge anche il coraggio umano. Durante l’attacco, Ahmed al Ahmed, un passante, ha affrontato uno degli attentatori a mani nude, riuscendo a disarmarlo e a salvare numerose vite, prima di essere a sua volta ferito. Il suo gesto dimostra che l’odio può essere contrastato anche nell’istante più buio, con la forza civile della solidarietà.
Quindici vittime, nomi, storie, famiglie spezzate. E due figure, Alex e Ahmed, che ricordano al mondo che la dignità umana può resistere anche sotto il fuoco. Ricordarle tutte è un dovere: contro l’antisemitismo, il terrorismo e l’indifferenza.

